UNIVERSITA’ e CULTURA EUROPEA

Per questo l'università pubblica deve garantire la cultura a chiunque si iscriva.

Voglio continuare ad affrontare, in maniera più ampia, il tema dell’Università con una serie di articoli che approfondiranno i vari aspetti, positivi e negativi, che ho raccolto ascoltando gli studenti.

Ho sempre creduto che l’istruzione sia un diritto indiscutibile che deve essere assicurato a tutti i ragazzi, in quanto loro saranno il futuro, la nuova leva lavorativa che altamente specializzata potrà aumentare la produzione, il reddito, la qualità di vita, e il progresso tecnico/scientifico: sono l’investimento della nostra nazione.

Per questo l’università pubblica deve garantire la cultura a chiunque si iscriva. Purtroppo, questo non è sempre vero, infatti, in alcuni casi e per alcune facoltà, esiste lo sbarramento del numero chiuso e l’insegnamento da parte dei docenti non è sempre supportato da materiale didattico adeguato, il quale viene proiettato solamente durante la lezione, ma non sempre è condiviso e reso fruibile per i giorni successivi. In questo modo si obbliga lo studente a trovare soluzioni alternative tipo registrare le lezioni, sbobinarle a casa, rubare qualche scatto alle slide proiettate, e altri piccoli sotterfugi per ottenere il materiale integrativo utile al superamento dell’esame, essendo nella maggior parte dei casi insufficiente il libro di testo consigliato.

Inoltre, spesso il docente fraziona il programma su più libri di testo, consigliando allo studente l’acquisto di tutti.

Lo studente di qualsiasi fascia sociale deve essere agevolato negli studi, ma così non è perché la spesa per acquistare un libro è diversa dalla spesa di doverne acquistare dai tre ai quattro per completare il programma.

Esiste il prestito libri per il diritto allo studio, ma ovviamente sono in numero limitato e non si possono sottolineare. Lo studente, quindi, ricorre spesso a foto-copisterie che hanno a disposizione appunti a pagamento sbobinati da alunni degli anni precedenti, quindi privi dei nuovi aggiornamenti introdotti dal docente anno per anno.

In Italia si dice “fatta la legge trovato l’inganno” ma deve essere sempre così.

Sono sempre fermamente convinta che l’ignoranza sia la base di molti problemi quali il bullismo e la microcriminalità giovanile che nascono dalla volontà del giovane di emergere, non importa se negativamente, ma di volersi far notare nel bene e nel male. L’istruzione è l’arma vincente per garantire una perfetta integrazione in un tessuto sociale da parte dei nostri ragazzi, i quali devono poter competere alla pari, ora che il riconoscimento scolastico universitario è a livello europeo, con gli altri colleghi delle altre nazioni europee.

Basterebbe da un lato destinare maggiori fondi alla costruzione di nuove aule e all’assunzione di nuovi docenti, e dall’altro occorrerebbe che i docenti universitari, tutti, fornissero le slide di tutto il corso, agli inizi del semestre, come peraltro già accade nelle università private, provvedendo poi durante l’anno ad aggiungere eventuali approfondimenti dell’ultimo minuto durante il corso, sempre condividendoli con gli studenti.

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